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Fondazione Smith Kline

 

Relazione Aids 2017: più prevenzione e maggiori risorse per contrastare l’epidemia

12.10.2018

La relazione Aids 2017, inviata al Parlamento il 12 settembre 2018, illustra le attività svolte dal Ministero nell'ambito dell'informazione, prevenzione, assistenza e attuazione di progetti relativi all'Hiv/Aids.

La relazione riporta, inoltre, le attività realizzate in collaborazione con il Comitato tecnico sanitario (Sezione per la lotta contro l'Aids e Sezione del volontariato per la lotta contro l'Aids) e l'attività svolta dall'Istituto superiore di sanità, in particolare le iniziative in tema di sorveglianza dell'infezione da Hiv e dell'Aids, di ricerca e di consulenza telefonica (Telefono Verde Aids e Malattie sessualmente trasmesse).

Nel 2016, l'incidenza di Hiv in Italia è stata di 5,7 casi di Hiv per 100.000 abitanti, con un lieve calo delle nuove diagnosi nei quattro anni precedenti, mentre il numero di decessi è rimasto sostanzialmente stabile.

L'incidenza posiziona l'Italia al 13esimo posto tra i Paesi dell'Europa occidentale. Si parla di 3.500 nuove infezioni all'anno che, come fa notare Gianfranco Gaeta, professore di Malattie infettive alla seconda università di Napoli, "sono comunque abbastanza preoccupanti in una situazione che non è pienamente in controllo. Di questi, molti sono i cosiddetti late presenters, cioè persone adulte e anche anziani che ricevono una diagnosi tardiva, solo dopo un evento eclatante associato all'Aids".

Secondo i dati dell'ultimo report UNAIDS, nel 2016 ci sono state, in tutto il mondo, 1.8 milioni di nuove diagnosi di infezione da HIV e sono 36.7 milioni le persone che vivono con l'infezione da HIV.

Gli ultimi dati forniti dall'ECDC (Centro Europeo per il controllo delle Malattie), riferiti al 2016, riportano 29.444 nuove diagnosi di infezione da HIV nei 31 paesi dell'Unione Europea e dell'Area Economica Europea (EU/EEA).

L'Italia, con un'incidenza del 5,7 per 100.000 abitanti, nel 2016, si posiziona dunque al 13° posto, al pari della Grecia, rispetto ad altri paesi dell'Europa occidentale. L'incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2016.

Nel 2016, le regioni con l'incidenza più alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.

Negli anni si osserva un aumento dell'età mediana alla diagnosi, nonché un cambiamento delle modalità di trasmissione: diminuisce la proporzione di consumatori di sostanze per via iniettiva, ma aumenta la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale, in particolare tra maschi che fanno sesso con maschi (MSM).

Il numero di decessi in persone con AIDS è stabile dal 2010 mentre aumenta progressivamente la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS.

Sebbene l'infezione da HIV sia prevenibile attraverso efficaci misure di sanità pubblica, continua a rappresentare un grave problema a livello globale. La fine dell'epidemia di AIDS richiederà una rapida accelerazione della risposta e il supporto fino al 2030 e oltre, raggiungibile solo attraverso un rinnovato impegno politico, risorse aggiuntive e innovazioni tecnologiche e programmatiche.

Per saperne di più:

» www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=159&area=Malattie_sessualmente_trasmissibili

» www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=150&area=Servizi_per_persone_o_situazioni_speciali

» www.salute.gov.it/portale/p5_1_1.jsp?lingua=italiano&id=164

» www.uniticontrolaids.it

» Relazione al Parlamento 2017 sullo stato di attuazione delle strategie attivate per fronteggiare l'infezione da HIV

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