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Fondazione Smith Kline

 

Inerzia clinica e prevenzione delle complicanze del diabete di tipo 2

12.07.2018

La medicina si è tradizionalmente concentrata sul modo di alleviare i sintomi dei pazienti.

Tuttavia, nei paesi sviluppati, il mantenimento di una buona salute comporta sempre più la gestione di problemi quali ipertensione, dislipidemia e diabete, che spesso non presentano sintomi.

Inoltre, valori anomali della pressione arteriosa, dei lipidi e del glucosio sono generalmente sufficienti a garantire un trattamento senza ulteriori manovre diagnostiche. Limitazioni nella gestione di tali problemi sono spesso dovute all'insuccesso dell'inerzia clinica da parte degli operatori sanitari per iniziare o intensificare la terapia quando indicato. L'inerzia clinica, definibile come "fallimento degli operatori sanitari nell'iniziare o intensificare la terapia quando indicato", è dovuta ad almeno tre problemi: sopravvalutazione delle cure fornite; uso di motivi "soft" per evitare l'intensificazione della terapia; e mancanza di istruzione, formazione e organizzazione pratica finalizzata al raggiungimento degli obiettivi terapeutici.

Le strategie per superare l'inerzia clinica devono concentrarsi sia sugli studenti di medicina, che sui medici strutturati. I programmi di formazione così rivisti dovrebbero portare all'assimilazione di tre concetti basilari: i benefici del perseguimento degli obiettivi terapeutici, la complessità pratica dei trattamenti per le diverse patologie e la necessità di strutturare la pratica clinica di routine per facilitare la gestione efficace di questi disturbi per i quali la risoluzione dei sintomi del paziente non è sufficiente a indirizzare correttamente la cura.

I medici dovrebbero infatti costruire nella loro pratica quotidiana un sistema di promemoria e feedback dei risultati di salute per garantire le cure necessarie.

In particolare, secondo un ampio studio non controllato, condotto su dati di pazienti ambulatoriali affetti da diabete di tipo 2 (Dm2) tratti da un grande database nazionale statunitense, tale fenomeno risulta abbastanza comune tra chi ha in carico persone con questa patologia.

L'inerzia clinica infatti aumenta con la durata del diabete, l'età del paziente e le comorbidità, come ha messo in evidenza lo studio, perché inoltre i medici hanno anche bisogno di evitare un eccesso di test che possono innescare il sovra-trattamento e potenziali eventi avversi come l'ipoglicemia nelle persone anziane.

Concludendo, i ricercatori sottolineando come i sistemi sanitari di maggior successo siano risultati quelli le cui strutture potevano includere farmaci costosi ma efficienti sui loro prontuari, in quanto erano sia fornitori sia pagatori dei servizi sanitari.

» Medscape.com: "'Clinical Inertia' Common in Uncontrolled Diabetes Patients"

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