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Fondazione Smith Kline

 

Aumento globale, convergenza geografica e resistenza del consumo di antibiotici tra il 2000 e il 2015

03.04.2018

La resistenza agli antibiotici, sospinta dal consumo di antibiotici, è una minaccia crescente per la salute globale. Questo rapporto sull'uso di antibiotici in 76 paesi in 16 anni fornisce una valutazione completa aggiornata delle tendenze globali nel consumo di antibiotici.

A tal proposito, scopriamo che il tasso di consumo di antibiotici nei paesi a basso e medio reddito (LMIC) è stato convergente verso (e in alcuni paesi superando) i livelli generalmente osservati nei paesi ad alto reddito. Tuttavia, persistono ineguaglianze nell'accesso ai farmaci, poiché molti LMIC continuano ad essere gravati da alti tassi di mortalità correlata alla malattia infettiva e bassi tassi di consumo di antibiotici. Questi risultati sottolineano la necessità di una sorveglianza globale del consumo di antibiotici per sostenere politiche volte a ridurre il consumo di antibiotici e la resistenza, fornendo al tempo stesso l'accesso a questi farmaci salvavita.

Anche in Italia la situazione è di allarmata preoccupazione: «Questo fenomeno» commenta i dati della ricerca Fausto Francia, presidente della SItI, la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica - desta moltissime preoccupazioni; alcune proiezioni prevedono che nel 2030 le patologie legate all'antibiotico resistenza possano diventare la prima causa di morte nei Paesi sviluppati. È un problema ben conosciuto su cui numerose società scientifiche, e la SItI in particolare, stanno lavorando da alcuni anni». Il presidente sottolinea che il problema è particolarmente grave proprio in Italia: «Una ricerca dimostra che il nostro Paese, dopo la Grecia, è quello che consuma più antibiotici pro capite e che la conoscenza del problema da parte della popolazione è il più basso in Europa, quindi in generale gli italiani non sanno neppure che esista l'antibiotico resistenza».

» PNAS: "Global increase and geographic convergence in antibiotic consumption between 2000 and 2015"

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