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Fondazione Smith Kline

 

100 anni dalla pandemia influenzale: riconoscere, prevenire e fermare le epidemie

29.06.2018

Quest'anno ricorre il 100 ° anniversario della pandemia influenzale globale del 1918-1919, che ha contagiato 500 milioni di persone e ha causato più di 50 milioni di vite. Dal 1918, ci sono state ulteriori pandemie e anche oggi l'influenza continua a rimanere una minaccia globale.

Il concetto di Salute Pubblica è nato dalle crisi.

Prima della pandemia influenzale di 1918, molte malattie furono viste come qualcosa che colpiva principalmente i poveri, coloro cioè che erano da incolpare perché non si erano tirati fuori da povertà.

La pandemia influenzale del 1918 invece si stima abbia ucciso fino a 50 milioni di persone: infettando ricchi e poveri allo stesso modo.

I virus in quel momento stavano appena cominciando essere riconosciuti, e i medici non avevano a disposizione vaccini, niente antivirali, niente antibiotici.

La pandemia ha rivelato che la malattia è quindi un problema a livello di popolazione, non semplicemente un onere individuale. Questo cambiamento di paradigma ha contribuito a determinare quell'impulso affinché i governi assumano un ruolo guida nel promuovere e proteggere la salute dei loro concittadini.

La Salute Pubblica a volte pare, purtroppo, fare affidamento sulle epidemie per guidare questi i progressi, con valutazioni critiche circa la necessità di fare meglio dopo ogni grave epidemia, come per esempio: l'HIV, la SARS e la malattia da virus Ebola.

Nel 2016, il Comitato di revisione sul ruolo dei regolamenti sanitari internazionali (2005) nel caso della epidemia e nella risposta a Ebola, ha identificato la necessità di raggiungere, ai vari livelli nazionali, le capacità di intervento del International Health Regulations (IHR) nel migliorare la consapevolezza globale del rischio epidemie.

Il Comitato ha inoltre sostenuto la valutazione esterna di queste capacità utilizzando uno strumento noto come Joint External Evaluation (JEE). Da allora, più di 75 paesi hanno aderito volontariamente ad un processo di autovalutazione con il JEE, identificando migliaia di lacune potenzialmente letali nelle misure che devono essere approntate con urgenza se si vuole essere preparati al meglio in caso di prossime crisi di salute pubblica.

Le passate crisi dovute a malattie infettive hanno contribuito a diffondere la comprensione che le epidemie sono un problema globale, esacerbato dall'aumento del movimento della popolazione, dall'urbanizzazione e dalla mancanza di una adeguata preparazione specifica.

Proprio come la pandemia del 1918 ha contribuito a catalizzare il riconoscimento della necessità per i governi di proteggere tutte le persone, le recenti epidemie hanno accelerato la percezione che se un paese non è in grado di riconoscere, prevenire e fermare un'epidemia, il mondo intero potrebbe essere a rischio.

Per ulteriori approfondimenti: http://info.thelancet.com/pandemic-flu-100-0-0?submissionGuid=e80e0e6d-e57b-449c-814d-4689738a3ac6

» The Lancet: "Efficacy and eff ectiveness of infl uenza vaccines: a systematic review and meta-analysis"

» The Lancet: "Understanding, preventing, and stopping epidemics"

 

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