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Patto per la salute e Autonomia differenziata tra Ministero, Regioni e AIOP

15.04.2019

Barbara Cittadini, Presidente nazionale AIOP - Associazione Italiana Ospedalità Privata, commenta le recenti dichiarazioni, della Ministra della Salute, Giulia Grillo, sui passaggi per la definizione del Patto per la Salute.

La Presidente Cittadini - come Rappresentante nazionale della Componente di diritto privato del Servizio Sanitario Nazionale -, ha condiviso le priorità individuate dalla Ministra Grillo ed ha considerato come l'attivazione dei lavori del Tavolo, che si sta riunendo in questi giorni, per predisporre il Patto per la Salute, rappresenta un'opportunità e una speranza per tutti i cittadini e per gli stakeholder istituzionali della filiera della salute. Da parte di AIOP, c'è la piena disponibilità a lavorare, sinergicamente, per raggiungere l'obiettivo comune di migliorare la qualità del Servizio Sanitario Nazionale, ovviando alle criticità rilevate.

Concludendo la Presidente AIP ha ribadito: l'auspicio che il nuovo Patto per la Salute tenga nella dovuta considerazione, tra i tanti temi, due che, a nostro avviso, sono prioritari: la possibilità per le Regioni, nel rispetto delle risorse assegnate alle stesse, di erogare maggiori prestazioni sanitarie e servizi aggiuntivi per ovviare alla criticità delle liste d'attesa e che queste possano essere garantite dalle nostre strutture, in tempi rapidi, con costi certi e qualità verificabile; la possibilità, sempre per le Regioni, di utilizzare le proprie risorse per il doveroso rinnovo del contratto dei lavoratori che operano nella componente privata del Servizio sanitario".

AIOP realizza ogni anno Il Rapporto Ospedali & Salute che descrive l'andamento del sistema ospedaliero italiano, che si presenta come una realtà più che consistente, con più di 1.000 istituti di cura, 200.000 posti letto, 8,8 milioni di ricoveri, 632.000 addetti e una spesa complessiva di 63,1 miliardi di euro, pari al 55,4% della spesa sanitaria pubblica totale.

L'ottica del Rapporto è da sempre caratterizzata da una doppia analisi, quella rivolta agli utenti e ai cittadini per i quali la protezione sociosanitaria pubblica è stata concepita e quella rivolta alla "macchina", nelle sue varie componenti, che si presenta all'insegna di un sistema misto pubblico-privato così come è previsto dalla normativa ma anche come viene percepito e utilizzato dai cittadini.

Quest'anno - 2018 - si è posta l'attenzione, dal lato della domanda, su due temi particolarmente "caldi", concernenti le liste di attesa, da un lato e l'accesso ai servizi di Pronto Soccorso, dall'altro. Si tratta di due esperienze che coinvolgono un flusso rilevante (e talvolta plurimo) di persone che interessa il 38,7% della popolazione adulta per le prime e il 28,7% per i secondi. Si possono perciò manifestare dei problemi di "ingorgo" che generano ansie, tensioni, insoddisfazioni e comportamenti alternativi - talvolta impropri - nell'utilizzo del Pronto Soccorso oltre che aumentare la spesa out-of-pocket da parte delle famiglie. Allo scopo di comprendere meglio i due ambiti citati sono state effettuate tre indagini parallele, rispettivamente sulla popolazione adulta, sulle persone che hanno sperimentato effettivamente liste di attesa e servizi di Pronto Soccorso durante gli ultimi dodici mesi e infine sui care-giver.

Per saperne di più:

» www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?approfondimento_id=12456

» www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=70207

» www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=70036

» www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=69530

» Ospedali&Salute - Sedicesimo rapporto annuale 2018

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