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Fondazione Smith Kline

 

16° Rapporto AIOP: tra liste d’attesa e accessi ai PS

29.01.2019

Il Rapporto Ospedali & Salute/2018 descrive, ogni anno, l'andamento del sistema ospedaliero italiano, che si presenta come una realtà consistente, con più di 1.000 istituti di cura, 200.000 posti letto, 8,8 milioni di ricoveri, 632.000 addetti e una spesa complessiva di 63,1 miliardi di euro, pari al 55,4% della spesa sanitaria pubblica totale.

L'ottica del Rapporto è da sempre caratterizzata da una doppia analisi, quella rivolta agli utenti e ai cittadini per i quali la protezione sociosanitaria pubblica è stata concepita e quella rivolta alla "macchina", nelle sue varie componenti, che si presenta all'insegna di un sistema misto pubblico-privato così come è previsto dalla normativa ma anche come viene percepito e utilizzato dai cittadini.

Questa sedicesima edizione, presentata a Roma il recente 19 gennaio, ha posto l'attenzione, dal lato della domanda, su due temi particolarmente "caldi", concernenti le liste di attesa, da un lato e l'accesso ai servizi di Pronto Soccorso, dall'altro. Si tratta di due esperienze che coinvolgono un flusso rilevante di persone che interessa il 38,7% della popolazione adulta per le prime e il 28,7% per i secondi. Si possono perciò manifestare dei problemi che generano ansie, tensioni, insoddisfazioni e comportamenti alternativi - talvolta impropri - nell'utilizzo del Pronto Soccorso oltre che aumentare la spesa out-of-pocket da parte delle famiglie. Allo scopo di comprendere meglio i due ambiti citati sono state effettuate tre indagini parallele, rispettivamente sulla popolazione adulta, sulle persone che hanno sperimentato effettivamente liste di attesa e servizi di Pronto Soccorso durante gli ultimi dodici mesi e infine sui care-giver.

In particolare:

• Le liste d'attesa oltre i 60 giorni e fino a 120 o più hanno interessato: il 35,6% degli utenti per visite specialistiche, 31,1% per piccoli interventi ambulatoriali, il 22,7% per accertamenti diagnostici, il 3,1% per analisi di laboratorio.

• Le liste d'attesa oltre i 30 e fino ai 60 giorni hanno interessato: il 22,6% degli utenti per visite specialistiche, l'8,6% per piccoli interventi ambulatoriali, il 20% per accertamenti diagnostici, il 6,7% per analisi di laboratorio.

Inoltre il 15% dei cittadini che necessitavano di un ricovero ospedaliero per cure e/o interventi seri o gravi ha dovuto attendere tra i 60 e i 120 giorni o più per accedere alle strutture pubbliche, contro il 6,3% di coloro che sono ricorsi alle strutture private accreditate. In caso di ricoveri o cure di tipo leggero le percentuali aumentano toccando, rispettivamente, il 22,3 e il 15,1%. Il 18,3% degli utenti ha invece atteso tra i 30 e i 60 giorni per gli interventi gravi effettuati presso strutture pubbliche, contro il 16,9% delle strutture private accreditate.

Siamo oggi davanti all'opportunità e alla necessità dunque di preservare al meglio gli obiettivi universalistici e solidali su cui si basa il nostro Servizio Sanitario Nazionale, ma proprio per questo è essenziale mettere stabilmente a confronto le esigenze di ottimizzazione dell'offerta (e non solo sul piano economico-finanziario, ma anche su quello della gestione di servizi di buona qualità) con le esigenze di una domanda che cresce quantitativamente e che diventa sempre più esigente. Serve un'articolata e nuova assunzione di responsabilità da entrambe le parti che possa aiutarci non solo a celebrare i 40 anni di Servizio Sanitario Nazionale, ma anche ad immaginarne un profilo realisticamente sostenibile per il tempo a venire.

Per saperne di più:

» https://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/370

» www.aboutpharma.com/blog/2019/01/16/sanita-pubblica-intasata-anche-gli-ospedali-privati-chiedono-una-nuova-governance/

» 16° Rapporto Annuale "Ospedali & Salute/2018" - Sintesi


 

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