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Fondazione Smith Kline

 

Tendenze Nuove > Numero 2/2016 (Luglio-Dicembre)

L’invecchiamento generazionale infermieristico

Copertina L’invecchiamento generazionale infermieristico (Luglio-Dicembre)

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Il rapporto tra invecchiamento e attività lavorativa oltre ad essere di attuale interesse internazionale, incuriosisce con intensità crescente anche le professioni che operano in ambito sanitario, in particolare la professione infermieristica, sebbene non esistano ancora dati che ne documentino entità ed evoluzione. Parlare di invecchiamento inevitabilmente riconduce al termine "generazione" che, nel gergo comune, indica il fatto di essere nati in un determinato periodo e di aver vissuto gli anni cruciali della formazione in un preciso clima culturale, caratterizzato da particolari eventi storici, lasciando traccia sui modi di sentire, pensare e agire degli individui.

L'elemento che sta acquisendo quindi particolare rilievo è l'età anagrafica, sia per le riforme pensionistiche che hanno portato un allungamento dell'età pensionabile, sia per le rivoluzioni tecnologiche del secolo scorso che hanno influito largamente sul cambiamento del modo di vivere e di lavorare.

Ne consegue una difficoltà gestionale di gruppi che necessitano maggiormente di integrazione, in particolar modo per i professionisti infermieri i quali vivono le differenze non solo dei tratti generazionali ma anche dei diversi percorsi formativi susseguitisi durante il processo di professionalizzazione infermieristica e che inevitabilmente hanno contraddistinto la formazione di ciascuna generazione ispirata a modelli educativi diversi.

Dal punto di vista socio demografico, a partire dal secondo dopoguerra, si sono innescate trasformazioni che hanno saputo generare rinnovati stili e qualità della vita, grazie all'intreccio tra cambiamenti nel mercato del lavoro, come il progressivo consolidamento della presenza femminile e l'aumento dei tassi di scolarizzazione, i mutamenti nelle strutture familiari con progressiva perdita di centralità del matrimonio, il ritardo nei "calendari matrimoniali", l'innalzamento dell'età media delle donne alla nascita del primo figlio e l'evoluzione dei sistemi di welfare, nel tentativo di rispondere ai nuovi bisogni di cura e assistenza.

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