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Fondazione Smith Kline

 

Tendenze Nuove > Numero 1/2016 (Gennaio-Maggio)

Editoriale

Copertina Editoriale (Gennaio-Maggio)

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Tendenze presenta in questo primo numero del 2016 il lavoro degli esperti per giungere ad una conoscenza condivisa e a nuove progettualità nell'assistenza alle malattie respiratorie. In un sistema che ha una sempre più stringente necessità di attuare politiche sanitarie in grado di affrontare in modo sempre più efficiente ed al contempo sostenibile, il Libro Bianco sul Respiro in Campania rappresenta allo stesso tempo un punto di partenza e un punto di arrivo.

Grazie a questo lavoro, che ha visto coinvolti tutti gli stakeholders clinici, sanitari ed istituzionali in gioco nel complesso mondo dell'assistenza al malato di patologie respiratorie croniche, oggi si è costruita una base comune di informazioni che può essere messa a disposizione della comunità scientifica e non solo. Ma soprattutto il contributo che questo volume può offrire è in chiave di programmazione: quanto è stato condiviso dai vari partecipanti può infatti rappresentare il punto di partenza per un approccio organizzativo e clinico più appropriato a malattie come l'asma e soprattutto la BPCO. Le cifre - stiamo parlando di numeri medi su scala nazionale - dicono che ogni anno un paziente con BPCO "costa" poco più di 2700 euro, di cui oltre il 90 per cento incide direttamente sul Sistema Sanitario Nazionale.

Il "valore" economico della patologia è peraltro strettamente legato al rischio di ospedalizzazioni, visto che questa voce rappresenta la variabile fondamentale in termini di aggravio economico e la voce più significativa nel bilancio. Secondo dati recenti, il 70 per cento dei costi diretti totali della BPCO è correlato proprio alle necessità di ricovero del paziente: e non si tratta certo di numeri poco significativi. In Italia il tasso medio di ospedalizzazione per questa malattia si aggira intorno al 2 per mille. In termini di sanità pubblica, quindi, la grande sfida è arrivare ad un controllo il più possibile efficace della malattia, sia in sede di riconoscimento precoce dei pazienti sia per agevolare quei modelli di assistenza territoriale che, oltre a favorire il malato e i familiari sul fronte organizzativo, consentono anche di controllare in modo più efficace la spesa sanitaria. In questa chiave, appropriatezza prescrittiva e aderenza terapeutica rappresentano due elementi chiave per ottenere i risultati più efficaci. Occorre che per ogni paziente sia prescritta la terapia più indicata e soprattutto è necessario che gli operatori sanitari, medici in primis ma non solo, siano in grado di offrire al cittadino tutte le informazioni necessarie a seguire al meglio la terapia prescritta.

Ancora oggi una percentuale troppo bassa di pazienti segue effettivamente il trattamento prescritto con una copertura soddisfacente nell'arco dell'anno. Ovviamente, a fronte di questo aspetto più direttamente legato alla gestione della patologia, occorre anche considerare l'importanza di una "conoscenza" più ampia della patologia, dei fattori di rischio e delle possibilità di prevenzione, a partire dal ruolo del fumo di sigaretta. La disassuefazione dal fumo, in termini preventivi, rappresenta infatti l'arma più efficace per ridurre l'incidenza futura della malattia respiratoria ostruttiva. La sanità pubblica, quindi, si trova davanti alla sfida delle malattie respiratorie croniche che non può ovviamente avere una "ricetta" unica nelle diverse Regioni d'Italia. Il compito di questo volume, che si è giovato del lavoro di esperti nei diversi settori focalizzando l'attenzione sulla Campania e sulla sua realtà epidemiologica e sociale, è mettere a disposizione una base comune di informazioni che possa essere di supporto a chi deve prendere decisioni e soprattutto formulare politiche sanitarie.

La speranza è che grazie a contributi di questo tipo sarà possibile rendere disponibile una "piattaforma" culturale grazie alla quale medici, i pazienti, autorità sanitarie e politiche possano affrontare una tematica tanto complessa in una realtà socio-sanitaria estremamente sfidante, quale può essere quella della Campania. Oggi esiste una stringente necessità di attuare nuove politiche sanitarie per affrontare la sfida della cronicità ed in particolare delle malattie respiratorie croniche, al fine di consentire la sostenibilità presente e soprattutto futura del Sistema Sanitario Nazionale, su cui insistono il rapido invecchiamento della popolazione e gli squilibri economici sempre più evidenti nel nostro Paese, ed in particolare nelle Regioni del Meridione. Fondazione Smith Kline, con questo Libro Bianco, vuole semplicemente offrire un contributo in termini informativi ed organizzativi in questa complessa sfida, per giungere a modelli organizzativi e sanitari che possano rispondere alle necessità dei pazienti e alle attese della sanità pubblica.

Nella seconda parte della Rivista presentiamo una ricerca dedicata alla analisi di alcune procedure autorizzative di studi clinici in Europa e le relative criticità e una riflessione sul ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione alla luce delle evidenze emerse nel corso della recente indagine dell'Osservatorio Italiano Prevenzione (OIP).

Tendenze presenta in questo primo numero del 2016 il lavoro degli esperti per giungere ad una conoscenza condivisa e a nuove progettualità nell'assistenza alle malattie respiratorie. In un sistema che ha una sempre più stringente necessità di attuare politiche sanitarie in grado di affrontare in modo sempre più efficiente ed al contempo sostenibile, il Libro Bianco sul Respiro in Campania rappresenta allo stesso tempo un punto di partenza e un punto di arrivo. Grazie a questo lavoro, che ha visto coinvolti tutti gli stakeholders clinici, sanitari ed istituzionali in gioco nel complesso mondo dell'assistenza al malato di patologie respiratorie croniche, oggi si è costruita una base comune di informazioni che può essere messa a disposizione della comunità scientifica e non solo. Ma soprattutto il contributo che questo volume può offrire è in chiave di programmazione: quanto è stato condiviso dai vari partecipanti può infatti rappresentare il punto di partenza per un approccio organizzativo e clinico più appropriato a malattie come l'asma e soprattutto la BPCO. Le cifre - stiamo parlando di numeri medi su scala nazionale - dicono che ogni anno un paziente con BPCO "costa" poco più di 2700 euro, di cui oltre il 90 per cento incide direttamente sul Sistema Sanitario Nazionale. Il "valore" economico della patologia è peraltro strettamente legato al rischio di ospedalizzazioni, visto che questa voce rappresenta la variabile fondamentale in termini di aggravio economico e la voce più significativa nel bilancio. Secondo dati recenti, il 70 per cento dei costi diretti totali della BPCO è correlato proprio alle necessità di ricovero del paziente: e non si tratta certo di numeri poco significativi. In Italia il tasso medio di ospedalizzazione per questa malattia si aggira intorno al 2 per mille. In termini di sanità pubblica, quindi, la grande sfida è arrivare ad un controllo il più possibile efficace della malattia, sia in sede di riconoscimento precoce dei pazienti sia per agevolare quei modelli di assistenza territoriale che, oltre a favorire il malato e i familiari sul fronte organizzativo, consentono anche di controllare in modo più efficace la spesa sanitaria. In questa chiave, appropriatezza prescrittiva e aderenza terapeutica rappresentano due elementi chiave per ottenere i risultati più efficaci. Occorre che per ogni paziente sia prescritta la terapia più indicata e soprattutto è necessario che gli operatori sanitari, medici in primis ma non solo, siano in grado di offrire al cittadino tutte le informazioni necessarie a seguire al meglio la terapia prescritta. Ancora oggi una percentuale troppo bassa di pazienti segue effettivamente il trattamento prescritto con una copertura soddisfacente nell'arco dell'anno. Ovviamente, a fronte di questo aspetto più direttamente legato alla gestione della patologia, occorre anche considerare l'importanza di una "conoscenza" più ampia della patologia, dei fattori di rischio e delle possibilità di prevenzione, a partire dal ruolo del fumo di sigaretta. La disassuefazione dal fumo, in termini preventivi, rappresenta infatti l'arma più efficace per ridurre l'incidenza futura della malattia respiratoria ostruttiva. La sanità pubblica, quindi, si trova davanti alla sfida delle malattie respiratorie croniche che non può ovviamente avere una "ricetta" unica nelle diverse Regioni d'Italia. Il compito di questo volume, che si è giovato del lavoro di esperti nei diversi settori focalizzando l'attenzione sulla Campania e sulla sua realtà epidemiologica e sociale, è mettere a disposizione una base comune di informazioni che possa essere di supporto a chi deve prendere decisioni e soprattutto formulare politiche sanitarie. La speranza è che grazie a contributi di questo tipo sarà possibile rendere disponibile una "piattaforma" culturale grazie alla quale medici, i pazienti, autorità sanitarie e politiche possano affrontare una tematica tanto complessa in una realtà socio-sanitaria estremamente sfidante, quale può essere quella della Campania. Oggi esiste una stringente necessità di attuare nuove politiche sanitarie per affrontare la sfida della cronicità ed in particolare delle malattie respiratorie croniche, al fine di consentire la sostenibilità presente e soprattutto futura del Sistema Sanitario Nazionale, su cui insistono il rapido invecchiamento della popolazione e gli squilibri economici sempre più evidenti nel nostro Paese, ed in particolare nelle Regioni del Meridione. Fondazione Smith Kline, con questo Libro Bianco, vuole semplicemente offrire un contributo in termini informativi ed organizzativi in questa complessa sfida, per giungere a modelli organizzativi e sanitari che possano rispondere alle necessità dei pazienti e alle attese della sanità pubblica. Nella seconda parte della Rivista presentiamo una ricerca dedicata alla analisi di alcune procedure autorizzative di studi clinici in Europa e le relative criticità e una riflessione sul ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione alla luce delle evidenze emerse nel corso della recente indagine dell'Osservatorio Italiano Prevenzione (OIP).

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