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Fondazione Smith Kline

 

Infezioni Nosocomiali - Risultati nazionali 1 °anno

Fadda G.,Fontana R.,Magliano E.M.,Nicoletti G.,Schito G.C.

Osservatorio Epidemiologico Italiano per il rilevamento delle resistenze ai farmaci antimicrobici nei patogeni batterici delle vie respiratorie.
Infezioni nosocomiali: risultati del 1°anno di attività.

Microbiologia Medica (Suppl.)Vol.12, N°4:1-28,1997

Sensibilità di ceppi di S. aureus isolati da infezioni delle basse vie respiratorie a 11 antibiotici.

Fontana R., Lo Cascio G., Mazzariol A., Cornaglia G. e "Osservatorio Epidemiologico Italiano"
Istituto di Microbiologia,Università di Verona

RIASSUNTO
Nel primo anno di attività dell'Osservatorio Epidemiologico Italiano per il rilevamento dell'incidenza di resistenze ai farmaci antimicrobici nei patogeni batterici delle basse vie respiratorie, sono stati esaminati 594 ceppi di Staphylococcus aureus. In media, un terzo dei ceppi è risultato resistente ad amoxicillina/clavulanato, cefalosporine, imipenem, macrolidi, clindamicina e ciprofloxacina. L'antibiotico più attivo è stato netilmicina a cui è risultato resistente il 13.2% dei ceppi, i meno attivi penicillina e amoxicillina. I ceppi meticillino-sensibili (MS) hanno dimostrato una totale sensibilità ad amoxicillina/clavulanato e imipenem. Circa i due terzi dei ceppi MR era resistente anche agli altri beta-lattamici non idrolizzabili dalle penicillinasi, ai macrolidi e alla ciprofloxacina. Netilmicina si è sempre mostrato l'antibiotico più attivo sia sui ceppi MS (4,7% di ceppi resistenti) sia su quelli MR (26%).


Sensibilità a 23 antibiotici in ceppi nosocomiali di Klebsiella pneumoniae e di altre Enterobacteriaceae isolati dalle vie respiratorie

Fontana R., Lo Cascio G., Mazzariol A., Cornaglia G. e "Osservatorio Epidemiologico Italiano"
Istituto di Microbiologia,Università di Verona

RIASSUNTO
Nel primo anno di attività dell'Osservatorio Epidemiologico Italiano per il rilevamento dell'incidenza di resistenze ai farmaci antimicrobici nei patogeni batterici delle vie respiratorie sono stati esaminati in totale 790 ceppi di Enterobacteriaceae, così suddivisi: 299 ceppi di Klebsiella pneumoniae, 224 ceppi di Escherichia coli, 92 ceppi di Enterobacter cloacae, 67 ceppi di Enterobacter aerogenes, 39 ceppi di Serratia marcescens, 36 ceppi di Klebsiella oxytoca, 19 ceppi di Proteus mirabilis e 14 ceppi di Citrobacter freundii. Gli antibiotici saggiati sono stati: amoxicillina, amoxicillina/clavulanato, carbenicillina, piperacillina, piperacillina/tazobactam, ticarcillina, ticarcillina/clavulanato, cefuroxime, cefotaxime, ceftazidime, ceftriazone, cefetamet, cefepime, aztreonam, imipenem, meropenem, gentamicina, amikacina, tobramicina, ciprofloxacina, cloramfenicolo, tetraciclina e trimetoprim/sulfametossazolo.
La sensibilità agli antibiotici è risultata estremamente variavile sia in funzione della specie sia dell'antibiotico. La specie che si è dimostrata più resistente è stata Enterobacter aerogenes (resistenza < 10% solo per amikacina e carbapenemici), la più sensibile E.coli (resistenza < 10% per 15 antibiotici). Gli antibiotici con meno del 10% di resistenza sul totale dei ceppi sono risultati in ordine decrescente di attività: meropenem, imipenem, amikacina, cefepime, cefotaxime, gentamicina, ciprofloxacina.


Attività in vitro di ß-lattamici, aminoglicosidi, ciprofloxacina e cotrimossazolo contro batteri gram negativi non fermentanti isolati da secrezioni respiratorie

Spanu T.,Ardito F.,Fadda G. e "Osservatorio Epidemiologico Italiano"
Istituto di Microbiologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

RIASSUNTO
I batteri gram-negativi non fermentanti sono importanti patogeni nosocomiali a causa della resistenza intrinseca contro molti farmaci antimicrobici. Inoltre, sempre più frequentemente vengono isolati ceppi multiresistenti. Obiettivi dello studio è stato di determinare l'attività in vitro di carbenicillina, piperacillina, piperacillina/tazobactam, ticarcillina, ticarcillina/clavulanato, cefotaxime, ceftazidime, cefepime, aztreonam, imipenem, meropenem, amikacina, tobramicina, ciprofloxacina e trimetoprim/sulfametossazolo contro 703 batteri gram negativi non fermentanti. Tra i ß-lattamici le attività relative variano considerevolmente; i carbapenemici hanno il più ampio spettro di attività, pur se inattivi contro Stenotrophomonas maltophilia e contro molti ceppi di Burkholderia cepacia. Il meropenem presenta in vitro un'attività antimicrobica più potente rispetto all'imipenem contro tutte le specie di Pseudomonas e B.cepacia. La ciprofloxacina è attiva contro la maggior parte dei ceppi di P.aeruginosa e di P.fluorescens, ma è inattiva contro la maggior parte degli stipiti di S.maltophilia. L'amikacina e tobramicina sono attive in vitro contro la maggior parte delle specie eccetto S.maltophilia e B.cepacia; l'amikacina è sempre più attiva della tobramicina contro tutte le specie. Il cotrimossazolo è attivo contro la maggior parte dei ceppi di Acinetobacter spp. e S.maltophilia, ma è inattivo generalmente contro i ceppi delle diverse specie di Pseudomonas. Questi dati sono confrontabili con quelli di altri studi che hanno riscontrato in queste specie batteriche percentuali elevate di resistenza contro diversi farmaci antimicrobici e profili di sensibilità differenti in relazione alla specie.


Considerazioni conclusive

MAGLIANO E.M. e "OSSERVATORIO EPIDEMIOLOGICO ITALIANO"

Servizio di Microbiologia e Virologia Az. Ospedaliera - Ospedale Niguarda Ca' Granda, Milano

I risultati conseguiti nel primo anno d'attività dell'Osservatorio, pur rappresentando solo la fase iniziale di uno studio dinamico, esteso ed approfondito, permettono, dato l'elevatissimo numero di microrganismi studiati, alcune considerazioni preliminari sull'epidemiologia delle resistenze nei patogeni batterici che causano infezioni nosocomiali delle vie respiratorie in Italia.

La resistenza agli antibiotici in 790 ceppi di Enterobacteriaceae isolati da infezioni del tratto respiratorio ha presentato caratteristiche di significativa variabilità in funzione sia della specie isolata sia del farmaco utilizzato.

K.pneumoniae, E.coli, K.oxytoca, P.mirabilis hanno mostrato un'ottima sensibilità agli antibiotici ß lattamici con la sola eccezione delle penicilline non associate ad inibitori delle ß-lattamasi. Rispetto alle altre specie, K.pneumoniae è sembrata risentire in maggior misura del fenomeno della diffusione delle ß-lattamasi a spettro esteso che ha colpito con intensità simile anche E.cloacae e C.freundii. Preoccupante è risultata invece, la percentuale di resistenza alle cefalosporine di terza generazione in S.marcescens e E.aerogenes. Quest'ultima specie ha mostrato in genere alti livelli di resistenza alla maggior parte degli antibiotici saggiati, caratteristica che pienamente giustifica l'aumentata incidenza di infezioni nosocomiali causate da questo microrganismo.

L'analisi dei risultati condotta considerando l'attività dei diversi antibiotici nei confronti della totalità dei ceppi saggiati, ha indicato come i più attivi: carbapenemici, cefepime, cefotaxime, amikacina, gentamicina e ciprofloxacina. La resistenza a questi antibiotici non ha infatti superato il 10%, valore indicato come limite accettabile per considerare non preoccupante il fenomeno.

La situazione italiana non sembra allinearsi all'andamento di altri paesi europei in cui si è osservato un rilevante aumento di ceppi di Enterobacteriaceae resistenti ai fluorochinoloni (anche superiori al 50%). La resistenza al cotrimossazolo e alla tetraciclina è apparsa in generale più alta nel confronto con altri paesi.

Si può concludere che per numerosi antibiotici (carbapenemici, cefalosporine di terza e quarta generazione, aminoglicosidi) la percentuale di resistenza calcolata sul totale dei ceppi non supera il limite considerato accettabile per garantire la maggior possibilità di successo di una terapia empirica.

Lo studio su 703 batteri Gram negativi non fermentanti isolati dalle secrezioni respiratorie riveste particolare interesse. Le percentuali di resistenza sono allineate con quanto riportato da altri studi condotti in Europa e confermano un incremento della resistenza di P.aeruginosa nei confronti di tutte le molecole. Viene ribadita la necessità dell'antibiogramma per indirizzare la terapia mirata delle infezioni sostenute da queste specie microbiche, in relazione alla variabilità di sensibilità dimostrata anche in questa indagine epidemiologica.

Tra le ß lattamine, pur con notevoli variazioni di attività, i carbapenemi hanno dimostrato il più ampio spettro di attività, ma sono generalmente inattivi contro S. maltophylia e contro molti ceppi di B. cepacia. Meropenem mostra in vitro un'attività antimicrobica più potente rispetto ad imipenem nei confronti di B. cepacia.

La ciprofloxacina è attiva contro la maggior parte degli stipiti di P.aeruginosa e P.fluorescens, ma inattiva per la maggior parte dei ceppi di S. maltophylia.

La tobramicina e ancor più l'amikacina sono attive in vitro contro la maggior parte dei batteri Gram negativi non fermentanti eccezione fatta per S. maltophylia e B. cepacia.

Il cotrimossazolo è attivo contro la maggior parte delle specie considerate, eccetto P.aeruginosa e P.fluorescens.

In questo primo anno di studio sono stati esaminati 594 ceppi di S.aureus isolati in parte da infezioni contratte in comunità e in parte da infezioni nosocomiali.

Nei ceppi di S.aureus non distinti in meticillino-sensibili (MS) e meticillino-resistenti (MR) i risultati indicano una elevata percentuale (30-40%) di resistenza agli antibiotici saggiati, con la sola eccezione di netilmicina. L'analisi differenziata dei ceppi di MS e MR ha però evidenziato il notevole contributo dei ceppi MR alla determinazione di tale elevati livelli di resistenza.

In ambiente ospedaliero, dove alta è l'incidenza di ceppi MR, solo l'uso dei glicopeptidi può garantire una adeguata copertura terapeutica in attesa dei risultati dell'antibiogramma. Più ampia è invece la scelta di antibiotici per il trattamento empirico di infezioni contratte sul territorio, quasi esclusivamente causate da ceppi MS.

Come già sottolineato, la valutazione dei dati è preliminare e un più articolato approfondimento dell'analisi dei valori ottenuti sarà supportato dall'ampliamento della pur rilevante casistica, già in atto nel secondo anno di studio.

I risultati ottenuti dall'attività dell'Osservatorio che esplica la sorveglianza nell'arco di tre anni e su scala loco regionale permetteranno inoltre di acquisire, per la prima volta nel nostro Paese, irrinunciabili informazioni sull'evoluzione nel tempo e sulla distribuzione geografica delle resistenze.

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