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Fondazione Smith Kline

 

Medicina trasfusionale

Il gruppo

Dopo aver analizzato lo stato dell'arte delle Scuole di specializzazione, che tra il 2008 ed il 2009 saranno sottoposte alle procedure di riordinamento, si affronteranno le caratteristiche del nuovo percorso formativo in Medicina Trasfusionale che si vuole introdurre secondo il progetto del Gruppo di Lavoro. La Medicina Trasfusionale affonda le sue radici in tre branche della Medicina: Ematologia, Patologia Clinica e Medicina Interna. In questo contesto, occorre valutare se si vuole introdurre una figura professionale nuova oppure si vuole rivalutare una figura già esistente. Si sottolinea inoltre la necessità di riflettere sull'eventualità di aprire delle Scuole di specializzazione autonome, in quanto l'attuale sistema universitario presenta delle rigidità.

Si propone quindi la possibilità di inserire o un Master Post-Specialistico alla fine dell'intero percorso universitario, o una fase di attività didattica elettiva allargata; in questo modo ad un triennio di specializzazione in Patologia Clinica, Ematologia o Medicina Interna seguirebbero altri due anni di percorso elettivo verso la nuova professionalità.
Un altro elemento fondamentale con cui impostare il progetto è quello della proattività, tenendo conto di tutti i possibili elementi, compresi quelli che allo stato attuale possono apparire insignificanti, poiché potrebbero diventare importanti in futuro. In una branca come quella della Medicina Trasfusionale che è in fase di continua crescita, diventa importante proiettarsi verso una prospettiva futura, per esempio calcolare quanti esperti in questo ambito saranno necessari fra 10 anni.

In conclusione si individuano tre esigenze su cui il Gruppo di Lavoro dovrà concentrarsi:

a) Cominciare a lavorare su moduli formativi innovativi, utilizzando anche l'e-learning. In particolare, una modalità su cui lavorare potrebbe essere quello di partire da moduli formativi di alfabetizzazione nella Medicina Trasfusionale; per arrivare a definire, in un corso di specializzazione ad esempio di 6 anni: con un triennio comune con Medicina interna o Patologia clinica o Ematologia e poi definire il secondo triennio di " specializzazione complementare" in Medicina trasfusionale (naturalmente il problema della definizione formale di questa scuola di specializzazione è aperto): probabilmente il modo più efficace è pensare come se si potesse ottenere subito una scuola per poi verificare quale possa essere la mediazione più valida stante l'ordinamento vigente. Il secondo triennio andrà pensato in modo flessibile per far si che le competenze acquisite, al di la dei contenuti del primo triennio, siano omogenee per tutti gli ipotetici iscritti.

b) Contemplare come centrale la ricerca: nella prospettiva che i finanziamenti dei bandi per la ricerca si incrementino, cominciare ad ipotizzare dei temi di ricerca di interesse che riguardino la Medicina Trasfusionale;

c) Agire sull'informazione e la comunicazione, poiché persiste un'idea troppo limitata della Medicina Trasfusionale sia tra gli stessi operatori sanitari che tra la società.

Componenti

Nome Cognome Qualifica/indirizzo
Gian Franco Gensini
Preside Facoltà di Medicina UniFi, Presidente FSK
Coordinatore
Giuliano Grazzini Istituto Superiore di Sanità, Centro Nazionale Sangue
Coordinatore
Rossana Abbate Università di Firenze
Giuseppe Aprili Presidente Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia
Alberto Bosi Università di Firenze
Salvatore Formisano Università di Napoli
Gabriella Girelli Università di Roma
Aldo Ozino Caligaris Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue
Claudio Velati Vice Presidente Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia
Paolo Rizzini Fondazione Smith Kline, Roma
Marco Trabucchi Fondazione Smith Kline, GRG e Presidente AIP, Brescia
Mauro Zamboni Clinica Geriatria Università di Verona
Maurizio Bassi Responsabile Coordinamento Progetti Fondazione Smith Kline

Documenti

Lista Gruppi di Lavoro

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