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Fondazione Smith Kline

 

Invecchiamento e Longevità

Il gruppo

Al tema dell'Invecchiamento, Fondazione Smith Kline ha dedicato il Rapporto Sanità 2005 (» Scheda volume).
Ha inoltre avviato un programma, articolato in più progetti, per affrontare alcuni aspetti correlati in modo specifico con il farmaco, sia per favorirne lo sviluppo ottimale che per promuovere l'eventuale sviluppo di farmaci in grado di rallentarne la progressione al fine di assicurare una maggior durata della vita sana.

Razionale del Progetto
L'invecchiamento è stato ritenuto fino a non molto tempo fa un processo irreversibile, per il quale non sono oggi disponibili interventi farmacologici in grado di prevenire, rallentare, interrompere o invertire la sua progressione.
Gli unici interventi di provata efficacia sono in grado solamente di mascherare gli effetti dell'invecchiamento (come ad esempio la terapia farmacologia con tossina botulinica ) oppure di trattare i sintomi di alcune delle sue manifestazioni (come ad esempio la terapia del morbo di Parkinson).
Considerato nel senso più ampio, il concetto di terapie per contrastare l'invecchiamento include la prevenzione e il trattamento di una serie di malattie la cui frequenza tende ad aumentare con l'avanzare dell'età. I progresso compiuti negli ultimi decenni nei confronti di molte di queste malattie sono frutto della ricerca su specifiche patologie connesse
all'avanzamento dell'età piuttosto che sull'invecchiamento in sé. Al contrario, non sono disponibili ad oggi trattamenti mirati specificatamente ai processi di invecchiamento, in particolare quelli che contribuiscono all'insorgenza di malattie o disfunzioni. Lo spiccato aumento, con l'avanzare dell'età, dell'incidenza delle principali patologie responsabili di morbilità e di mortalità, oltre all'aumento a lungo termine della percentuale di soggetti che superano soglie di età in cui la prevalenza e la gravità di tali patologie è elevata, evidenzia i potenziali vantaggi per la salute di un miglioramento degli interventi volti a modulare tali processi di invecchiamento.

Negli ultimi anni i progressi della genetica e della biologia molecolare hanno consentito alla ricerca sull'invecchiamento di emergere come nuova frontiere della ricerca farmacologia, attraverso l'approfondimento delle vie genetiche, l'identificazione di target biologici e la scoperta di composti potenzialmente in grado di modularne e di rallentarne i processi.
A motivo della finalità e delle implicazioni di natura etica, sociale, economica della ricerca sui processi di invecchiamento, sono diversi i fattori in grado di favorirne, limitarne od ostacolarne il progresso. Aspettative sociali, valori etici e morali, impiego di risorse economiche, equità di accesso agli interventi influiscono in diverso modo sui sistemi di finanziamento e di approvazione dei programmi di ricerca e l'effetto finale di integrazione dei diversi fattori abilitanti o limitanti sarà il risultato della capacità di trasferire positivamente la discussione dal piano esclusivamente scientifico ad uno più ampio, che veda la partecipazione della maggior parte possibile dei diversi portatori di interesse.
Parte di questa discussione deriva dalla capacità di fornire risposta ad alcuni dei quesiti di maggior significato per la ricerca clinica sul rallentamento della progressione dell'invecchiamento, quali:

  • esiste un solido razionale biologico in grado da giustificare lo sviluppo e la
  • sperimentazione clinica di farmaci per rallentare il processo di invecchiamento in persone
  • adulte sane od a rischio di malattie associate all'invecchiamento?
  • esiste una giustificazione etica per lo sviluppo e la sperimentazione clinica di farmaci
  • indicati per il rallentamento del processo di invecchiamento in persone adulte sane od a
  • rischio di malattie associate all'invecchiamento?
  • quale metodologia deve essere utilizzata per lo sviluppo clinico di farmaci in grado di
  • rallentare il processo di invecchiamento nella specie umana? Quali possono essere i
  • biomarcatori del processo di invecchiamento sensibili agli interventi farmacologici?
  • quali nuove regole dovrebbero essere adottate dai sistemi regolatori per consentire un
  • adeguato controllo dello sviluppo di tali farmaci?

Cosi come è necessario tener presente alcune criticità:

  1. prevenzione di singole malattie associate all'invecchiamento, quali diabete mellito, COPD, malattie di Alzheimer;
  2. trattamento di singole malattie associate all'invecchiamento;
  3. incremento della durata della vita umana libera da malattia;
  4. incremento della durata media della vita umana;
  5. incremento della durata massima della vita umana.

Scopo del Progetto
- Realizzare un documento di posizione sullo stato della conoscenza relativa alla possibilità di rallentare il processo di invecchiamento mediante interventi farmacologici e sulle implicazioni etiche, sociali, sanitarie e regolatorie, destinato a coloro che hanno responsabilità decisionali in attività di ricerca o programmazione sanitaria.
- Realizzare un volume divulgativo sullo stato della conoscenza relativa alla possibilità di rallentare il processo di invecchiamento mediante interventi farmacologici e sulle implicazioni etiche, sociali, sanitarie e regolatorie, destinato a operatori sanitari e cittadini informati
- Diffondere le conoscenze relativa alla possibilità di rallentare il processo di invecchiamento mediante interventi farmacologici e sulle implicazioni etiche, sociali, sanitarie attraverso la realizzazione di un volume e la partecipazione ad incontri e dibattiti.

Tematiche di approfondimento

Tale documento viene realizzato attraverso l'approfondimento delle seguenti domande:

  1. esiste un solido razionale biologico in grado da giustificare lo sviluppo e la sperimentazione clinica di farmaci per rallentare il processo di invecchiamento in persone adulte sane od a rischio di malattie associate all'invecchiamento?
  2. esiste una giustificazione etica per lo sviluppo e la sperimentazione clinica di farmaci indicati per il rallentamento del processo di invecchiamento in persone adulte sane od a rischio di malattie associate all'invecchiamento?
  3. quale è il significato dei trattamenti attualmente proposti per il rallentamento del processo di invecchiamento e di che natura sono le prove che li sostengono?
  4. quale metodologia deve essere utilizzata per lo sviluppo clinico di farmaci in grado di rallentare il processo di invecchiamento nella specie umana? Quali possono essere i biomarcatori del processo di invecchiamento sensibili agli interventi farmacologici?
  5. quali nuove regole dovrebbero essere adottate dai sistemi regolatori per consentire un adeguato controllo dello sviluppo di tali farmaci?
  6. Quali sono le implicazioni attese a livello etico, sociale e sanitario come conseguenza dello sviluppo di farmaci indicati per il rallentamento del processo di invecchiamento in persone adulte sane od a rischio di malattie associate all'invecchiamento e della loro introduzione nella pratica medica?

Componenti

Nome Cognome Qualifica/Indirizzo
Giovanni Apolone
Esperto di metodologia della ricerca traslazionale, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, Milano
Ottavio Bosello
Esperto di gerontologia e geriatria, Università di Verona
Piero Canonico
Esperto di farmacologia, Università del Piemonte Orientale, Novara
Gaetano Crepaldi
Esperto di gerontologia e geriatria , Centro per lo Studio
dell'Invecchiamento del CNR, Padova
Giuseppe Recchia
Coordinatore del Gruppo Invecchiamento e Longevità di Fondazione Smith Kline
Paolo Rizzini
Esperto di metodologia regolatoria del farmaco, Fondazione Smith Kline, Roma
Mauro Zamboni
Esperto di gerontologia e geriatria , Università di Verona
Maurizio Bassi
Project manager - Fondazione Smith Kline, Roma

Lista Gruppi di Lavoro

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