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Fondazione Smith Kline

 

Resistenze batteriche problema in costante crescita

18.03.2015

Nel corso del Congresso Amit (Argomenti di malattie infettive) tenutosi a Milano si è fatto il punto sull'attuale situazione italiana in tema di resistenze batteriche. Il quadro che emerge non è certo edificante.

Sono più di quattro milioni i pazienti della Comunità Europea che vengono colpiti da infezioni legate all'assistenza sanitaria con una stima di 147mila morti ogni anno. Le infezioni più frequenti sono le polmoniti, soprattutto quelle legate alle comunità e agli ospedali, che percentualmente sono il 19,4% di tutte le infezioni, le post chirurgiche, che riguardano il 19,6% del numero complessivo e le infezioni urinarie il 19%.

Particolarmente frequenti anche le infezioni del torrente circolatorio (10,7%) e gastrointestinali (7,7%). Secondo molti studi scientifici, in molti pazienti il 48% dei farmaci impiegati risultano inefficaci alla cura. L'Italia è tra i paesi della comunità europea che ha le più alte percentuali di resistenza alla maggior parte degli antibiotici con percentuali che vanno dal 25% a oltre il 50%. L'Italia è anche il paese della Comunità Europea dove circolano anche più batteri resistenti a tutti gli antibiotici. Il fenomeno di multiresistenza agli antibiotici preoccupa particolarmente per il rischio di contrarre infezioni all'interno degli ospedali, italiani ed europei, dove è alto il tasso di infezioni in particolare per gli enterobatteri, batteri che comunemente colonizzano l'intestino senza dare nessun problema. Purtroppo alcuni di essi, proprio a causa dell'uso eccessivo degli antibiotici diventano resistenti. Tra questi vi è soprattutto l'Escherichia Coli (15,9%) e la Klebsiella Pneumoniae (8,7%), quest'ultima soprattutto con elevata resistenza a gran parte o a tutti gli antibiotici.

 

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