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Fondazione Smith Kline

 

Resistenza antibiotica, le “colpe” dei medici americani

12.05.2016

Secondo una ricerca apparsa su Jama, forse sarebbe necessaria un'impostazione politica e addirittura una legge per ridurre la crescita del rischio di resistenza antibiotica, che appare sempre di più legata a prescrizioni inappropriate. Al momento, circa due milioni di persone negli Usa vengono colpite ogni anno da infezioni causate da batteri resistenti con almeno 23.000 decessi stimati.

Eppure appara difficile modificare questo trend, considerando che solo negli Stati Uniti nel 2011 sono state 262 milioni di prescrizioni di antibiotici in comunità, più o meno l'80 per cento del totale. Sarebbe invece proprio per le infezioni più diffuse, spesso di natura virale, che sarebbe necessaria la moratoria prescrittiva, a detta degli esperti che hanno scritto su Jama, anche considerando i motivi della prescrizione.

Stando all'analisi su quasi 185.000 visite nel 12,6 per cento dei casi si è proceduti alla prescrizione di antibiotici. In particolare i farmaci sono stati indicati per la sinusite (56 per 1000 persone, otite media suppurativa (47 per 1000), faringite, (43 per 100). Secondo la ricerca, in biennio sarebbero stati prescritti 506 antibiotici ogni 1000 persone, ma solo 353 sarebbero stati appropriati, mentre 153 sarebbero stati invece prescritti senza motivo.

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