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Fondazione Smith Kline

 

Medici stranieri, migliori outcome clinici negli Usa

06.02.2017

I medici che arrivano a lavorare negli Usa da paesi stranieri otterrebbero esiti clinici migliori rispetto ai colleghi americani. Profuma anche di polemica l'analisi di Yusuke Tsugawa dell'Università di Harvard, apparsa su British Medical Journal, alla luce delle prospettive di "chiusura" degli Usa nei confronti del mondo.

Secondo lo studio, infatti, le percentuali di morte osservate nei malati seguiti dai laureati in università straniere sarebbero infatti migliori rispetto a quelle riscontrate nei medici americani, anche se gli stranieri avrebbero più facilmente in cura malati con tassi più elevati di patologie croniche. I medici "stranieri" considerati nello studio osservazionale venivano da Regno Unito, Canada e Australia.

Per giungere a questa conclusione è stato analizzato un campione di oltre 1,200.000 persone iscritte al programma Medicare, over-65 o più, trattate tra il 2011-2014 da dolore 44.000 internisti. Gli esiti clinici considerati nell'indagine sono stati la mortalità a 30 giorni, oltre alla reospedalizzazione a 30 giorni e i costi ad essa correlata. Per tutti i parametri, i medici "stranieri" hanno ottenuto risultati migliori.

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