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Fondazione Smith Kline

 

Il peso dell’obesità, le speranze della chirurgia bariatrica

23.03.2015

In Italia le persone con obesità grave, cioè con un indice di massa corporea superiore a 35, sarebbero più di un milione. A fronte di questo dato, oggi soolo meno di una persone su cento tra queste accede a trattamenti di chirurgia bariatrica. A segnalarlo è Nicola Di Lorenzo, Presidente della Società Italiana di Chirurgia Bariatrica (Sicob), ricordando che "si tratta di soggetti che hanno un costo elevato nel primo anno di trattamento ma che a medio termine costituiscono un risparmio per il sistema.

Pensiamo al fatto che ogni anno muoiono solo in Italia 52.000 persone per patologie correlate all'obesità. E al momento le terapie farmacologiche hanno dimostrato di essere inefficaci così come gli approcci riabilitativi. Di fronte ad un soggetto che ha un peso di oltre 40, 50, 80 chili superiore al proprio, bisogna valutare l'approccio chirurgico". L'obesità assorbe oltre 8 miliardi di euro l'anno, circa il 7% della spesa sanitaria globale, basti pensare che un paziente obeso costa 1700 euro in più di un normopeso e se è diabetico il costo aumenta di 2700 euro l'anno.

Nel corso della sua vita un cittadino obeso costa 100mila euro in più di un soggetto con peso normale. Il costo del DRG per l'intervento di chirurgia bariatrica è ammortizzato nei primi 3 anni a fronte di una vita residua del paziente di 30-50 anni con un carico di patologie e invalidità nettamente inferiore. A questo va aggiunto il risparmio in termini di patologie correlate, visite mediche, ricoveri, farmaci, perdita di giorni di lavoro, impegno dei caregivers e disabilità progressiva.

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