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Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

Il Ministro dell'economia e delle finanze Tria ha presentato alla Camera dei Deputati - il 31 ottobre 2018 - il disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021.

Per quanto riguarda in specifico i temi di politica socio-sanitaria, si possono osservare gli articoli: 21; 34; 39; 40; 41; 42.

Inoltre, nelle tabelle della relazione tecnica della manovra, si possono trovare il rifinanziamento dei fondi per la ricerca medico-sanitaria e tutela della salute.

Resterebbero fuori dalla legge di Bilancio le misure per la farmaceutica, che dovrebbero essere successivamente ricomprese nel Decreto semplificazione collegato alla manovra, e la questione legata al superamento, totale o parziale, del superticket come recentemente auspicato dal ministro della Salute Giulia Grillo, e che verrà affrontato nel corso del dibattito Parlamentare.

Lo scenario programmatico 2019-2021 è stato elaborato partendo da quello tendenziale e inserendo su di esso la manovra di finanza pubblica da attuarsi tramite la Legge di Bilancio 2019. Lo scenario tendenziale incorpora gli aumenti dell'IVA previsti dalla Legge di Bilancio 2018, che avrebbero luogo a gennaio 2019, gennaio 2020 e gennaio 2021.

Come già illustrato nel Programma di Stabilità 2018 ( PdS), tali aumenti avrebbero un effetto depressivo sulla domanda aggregata e sul PIL e farebbero accelerare la crescita dei deflatori di consumi e PIL. In confronto al PdS, le variabili esogene della nuova previsione ufficiale esercitano un effetto più sfavorevole sulla crescita del PIL: le proiezioni del prezzo del petrolio sono infatti salite, l'andamento previsto del commercio mondiale è meno favorevole, il tasso di cambio ponderato dell'euro si è rafforzato e i tassi di interesse e i rendimenti sui titoli pubblici sono più elevati. Per quanto riguarda il 2019, vi è inoltre un minore effetto di trascinamento derivante dalla revisione al ribasso della crescita prevista per la seconda metà di quest'anno.

Tenuto conto di tutti questi effetti, la crescita del PIL prevista per il 2019 nello scenario tendenziale scende dall'1,4 del PdS allo 0,9 per cento; quella del 2020 diminuisce dall'1,3 all'1,1 per cento ed infine quella per il 2021 viene ridotta più marginalmente, dall'1,2 all'1,1 per cento.

L'indebitamento netto tendenziale della PA nel 2019 è rivisto al rialzo dallo 0,8 all'1,2 per cento del PIL. Ciò è spiegato dal minor livello del PIL nominale della

previsione aggiornata e dal più elevato livello dei rendimenti sui titoli di Stato ipotizzati nella previsione.2 Il deficit per gli anni successivi è cifrato allo 0,7 per cento del PIL nel 2020 e allo 0,5 per cento nel 2021. Anche per questi anni i livelli di indebitamento netto sono stati rivisti in chiave peggiorativa rispetto al PdS a motivo di più elevati pagamenti per interessi e di un miglioramento più contenuto del surplus primario indotto dalla minore crescita del PIL.

Partendo da deficit tendenziali pari all'1,2 per cento del PIL nel 2019, allo 0,7 nel 2020 e allo 0,5 nel 2021, la manovra punta a conseguire un indebitamento netto della PA che, con un profilo comunque decrescente risulti pari al 2,4 per cento del PIL nel 2019, al 2,1 per cento nel 2020 e all'1,8 per cento nel 2021.

Il profilo dei conti pubblici testé illustrato modifica sensibilmente il sentiero dell'indebitamento netto strutturale, che dopo il miglioramento di 0,2 punti di PIL previsto per quest'anno, peggiorerebbe di 0,8 punti nel 2019.

Per quanto riguarda le variabili macroeconomiche, la più graduale discesa dell'indebitamento netto e la diversa composizione del bilancio previste per i prossimi due anni portano ad un differenziale di crescita a favore dello scenario programmatico in confronto a quello tendenziale.

Il PIL è previsto infatti crescere dell'1,5 per cento nel 2019, dell'1,6 per cento nel 2020 e dell'1,4 nel 2021. Il livello del PIL nominale nello scenario programmatico è sensibilmente superiore a quello tendenziale lungo tutto il triennio di programmazione.

La crescita del PIL nel prossimo triennio sarà trainata dalla domanda interna e da una ripresa delle esportazioni dopo il marcato rallentamento subìto quest'anno. I consumi delle famiglie, che nel 2018 si stima cresceranno dell'1,1 per cento, in rallentamento dall'1,5 per cento del 2017, accelereranno all'1,3 per cento nel 2019 e quindi all'1,6 per cento nei due anni successivi, grazie ad una buona dinamica dei redditi da lavoro dipendente, sospinti dal favorevole andamento del mercato del

lavoro, e dai maggiori trasferimenti pubblici derivanti dalle misure di politica sociale programmate dal Governo. Inoltre il potere d'acquisto delle famiglie sarà favorito dalla disattivazione delle clausole di salvaguardia IVA, completa nel 2019 e parziale nel 2020-2021, inclusa nella Legge di Bilancio. Nel 2019 il tasso di risparmio è atteso in crescita rispetto all'anno precedente, si collocherebbe intorno al 9 per cento, valore in linea con la media degli ultimi 10 anni, per poi stabilizzarsi negli anni successivi a un livello poco superiore all'8,5 per cento.

Sul fronte degli investimenti, si prevede il mantenimento di una buona dinamica della componente macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto, anche per via degli incentivi all'innovazione e all'accumulazione di capitale. La crescita degli investimenti in costruzioni è prevista accelerare, grazie soprattutto al deciso aumento degli investimenti pubblici, che sono attesi controbilanciare gli effetti sfavorevoli degli andamenti demografici che pesano sulla componente residenziale.

Nel complesso gli investimenti fissi lordi continueranno ad aumentare in rapporto al PIL, pur rimanendo ancora inferiori ai livelli pre-crisi. Il Governo intende utilizzare eventuali spazi di bilancio aggiuntivi derivanti da maggior crescita o minori pagamenti per interessi per spostare ulteriori risorse verso gli investimenti pubblici e l'incentivazione di quelli privati.

» Dossier Legge di Bilancio 2019

» DDL Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021

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